LA SEQUENZA DEGLI EVENTI

 

Esiste una relazione fra l'attacco alle torri e le profezie della Bibbia?

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Nel principio Dio creò gli angeli e per un certo tempo sembra chiaro che ci sia stata una forma di società nella quale Satana, l'angelo ribelle, prima di ribellarsi, aveva un ruolo molto importante, metteva il sigillo alla perfezione ed era l'angelo protettore: "Tu mettevi il suggello alla perfezione, eri pieno di saviezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden il giardino di Dio; eri coperto d’ogni sorta di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io t’avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, perché non si trovò in te la perversità. Per l’abbondanza del tuo commercio, tutto in te s’è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio come un profano dal monte di Dio, e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. Il tuo cuore s’è fatto altero per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saviezza a motivo del tuo splendore; io ti getterò a terra, ti do in spettacolo ai re. Con la moltitudini delle tue iniquità, colla disonestà del tuo commercio, tu hai profanato i tuoi santuari; ed io faccio uscire di mezzo a te un fuoco che ti divori, e ti riduco in cenere sulla terra, in presenza di tutti quelli che ti guardano. Tutti quelli che ti conoscevano fra i popoli restano stupefatti al vederti; tu sei diventato oggetto di terrore e non esisterai mai più" (Ezech 28:12-19). Questo testo conclude profetizzando la sorte dell'Anticristo, la massima espressione del potere satanico sulla terra.

Ad un dato momento Satana cadde, lui, un essere eterno, un angelo, il quale si ribellò perché si reputava uguale a Dio. In una fase successiva Dio decise di creare l'uomo, il quale per certi aspetti è molto simile al Suo Creatore, è intelligente, capace di amare, di esprimere dei sentimenti, dotato di  uno spirito. Capace di realizzare cose che prima non c'erano, di riprodursi, di comunicare. Dotato di libero arbitrio, capace di scegliere fra il bene ed il male, capace di ricercare il Creatore e di decidere se seguirlo o ribellarsi seguendo l'esempio di Satana. Così l'uomo decise di intraprendere la sua strada in modo indipendente da Dio, separandosi dal suo Creatore, rompendo la comunione spirituale che può essere riconquistata solo riconoscendo il proprio peccato in Cristo, mai attraverso un cammino fatto da opere espiatorie.

A differenza degli angeli caduti come satana, l'uomo ha avuto ed ha anche oggi una possibilità in più di ravvedimento.

Adamo ed Eva peccarono, scelsero di ribellarsi, morirono spiritualmente, fu allora che la morte fu introdotta nel sistema umano, per cui le cellule iniziarono ad invecchiare, la vecchiaia però è uno stratagemma divino per indurre l'uomo a riflettere sull'esistenza ed a ricercare Dio, anche perché il nostro Creatore ha messo nell'uomo il pensiero dell'eternità (Eccl. 3:11) ed ha stabilito che noi vivessimo col desiderio di cercarlo (Atti 17:27).

Dio, pur permettendo la nostra morte spirituale ha dilazionato la morte fisica per permetterci di avere più occasioni di ravvedimento e di salvezza, contemplando il creato, valutando la vita, riflettendo circa la morte, invocandolo.

La testimonianza, riconoscerlo sulla terra, seguendo i canoni che Egli ha stabilito, Israele nasce per essere una testimonianza fra le nazioni del mondo, è inizialmente fedele, ma spesso si svia fino a rendersi inutile, non riuscendo nella sostanza a riconoscere il Messia, come profetizzato dal profeta Isaia: "Chi ha creduto a quel che noi abbiamo annunziato? e a chi è stato rivelato il braccio dell’Eterno?Egli è venuto su dinanzi a lui come un rampollo, come una radice ch’esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con il patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. E, nondimeno, erano le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato!

Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.

Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cader su lui l’iniquità di noi tutti.

Maltrattato, umiliò se stesso, e non aperse la bocca. Come l’agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca.

Dall’oppressione e dal giudizio fu portato via; e fra quelli della sua generazione chi rifletté ch’egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo?

Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze né v’era stata frode nella sua bocca.

Ma piacque all’Eterno di fiaccarlo coi patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per la colpa, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e l’opera dell’Eterno prospererà nelle sue mani.

Egli vedrà il frutto del tormento dell’anima sua, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà egli stesso delle loro iniquità.

Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino coi potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch’egli ha portato i peccati di molti, e ha interceduto per i trasgressori." (Isaia 53)  

E' chiaro che qui si tratta del Messia che è venuto a morire per noi, ma siccome non era anche liberatore politico, non fu riconosciuto e fu ucciso.

I primi Cristiani sono tutti Ebrei, sono loro che assorbono il compito di testimoniare dell'esistenza di Dio e del suo Piano per la Salvezza. Israele non sapeva che era la "donna che doveva portare in grembo il figlio", e che la nazione del tempo dell'Impero Romano è stata una "placenta" spirituale, smette di avere un ruolo spirituale di testimonianza, lo scettro di Giuda resta nelle mani di Cristo e la nazione viene cancellata da Tito nel 70 d.C. La testimonianza si sviluppa attraverso il popolo di Cristo che ha lo Spirito Santo.

Ai giorni nostri ci sono tanti movimenti religiosi, tante sette, per esempio i Testimoni di Geova, nati nell'800, i quali si definiscono i Testimoni di Dio, usando il nome antico. Questi non sono testimoni, ne possono esserlo, poiché i testimoni dell'Iddio dell'Antico Testamento erano i figli d'Israele, popolo che esiste tuttora e che Dio ha preservato, poiché la Sua promessa non dipende dagli uomini, ma dalla Sua fedeltà. Dio ha tolto ad Israele per ora la testimonianza, ma gli verrà restituita:" Così parla il Signore, l’Eterno: Ecco, io leverò la mia mano verso le nazioni, alzerò la mia bandiera verso i popoli, ed essi ti ricondurranno i tuoi figliuoli in braccio, e ti riporteranno le tue figliuole sulle spalle. Dei re saranno tuoi balii, e le loro regine saranno tue balie; essi si prostreranno dinanzi a te con la faccia a terra, e leccheranno la polvere dei tuoi piedi; e tu riconoscerai che io sono l’Eterno, e che coloro che sperano in me non saranno confusi. Si strapperà egli il bottino al potente? e i giusti fatti prigioni saranno essi liberati? Sì; così dice l’Eterno: Anche i prigioni del potente saranno portati via, e il bottino del tiranno sarà ripreso; io combatterò con chi combatte teco, e salverò i tuoi figliuoli. E farò mangiare ai tuoi oppressori la loro propria carne, e s’inebrieranno col loro proprio sangue, come col mosto; e ogni carne riconoscerà che io, l’Eterno, sono il tuo salvatore, il tuo redentore, il Potente di Giacobbe."  (Isaia 49:22-26)

Israele tornerà ad essere il Testimone di Dio quando la Chiesa verrà tolta. In tutto questo i Testimoni di Geova, come tutte le confessioni religiose, che pur chiamandosi Cristiane, non riconoscono Gesù come Dio fatto uomo, non hanno nessun ruolo nella testimonianza, sono anzi elemento di confusione e dannose. Chi non riconosce Cristo per quello che è, non è Cristiano, Giovanni dice che hanno lo Spirito dell'Anticristo: Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre." (I Giov: 2:22-23)  Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito che confessa Gesù Cristo venuto in carne, è da Dio;  e ogni spirito che non confessa Gesù, non è da Dio; e quello è lo spirito dell’anticristo, del quale avete udito che deve venire; ed ora è già nel mondo."   (I Giov. 4:2-3)  Le confessioni Cristiane che non accettano Gesù come Dio, morto e risorto per pagare la nostra colpa, sono spiritualmente pericolose, hanno una dottrina vera al 90%, molti hanno cambiato il testo della Bibbia, i Testimoni di Geova per esempio quando Giovanni dice. "Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio"  (Giov. 1:1) traducono: "la Parola era un Dio", ed ancora in Zaccaria sta scritto: "E spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; ed essi riguarderanno a me, a colui ch’essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito." (Zac.12:10) sempre i Testimoni di Geova hanno tolto la particella pronominale "a me", cambiando completamente il senso del testo. I Mormoni hanno il "Libro di Mormon", che definiscono "un altro" testamento di Gesù, nel libro nella testimonianza dei tre testimoni, si afferma: "sia reso onore al Padre, al Figlio e allo Spirito santo, che sono un solo Dio". Però mettono sullo stesso piano il Libro di Mormon e la Bibbia, sebbene molti insegnamenti siano nobili e buoni, l'organizzazione dei Mormoni, come quella dei Testimoni di Geova, portano a valutare l'autorità dell'organizzazione allo stesso livello dell'autorità della Bibbia. Ma Giovanni dice espressamente: "Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli toglierà la sua parte dell’albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro. Colui che attesta queste cose, dice: Sì; vengo tosto! Amen! Vieni, Signor Gesù!"  (Apoc.22:18-20)

La caratteristica delle organizzazioni religiose, senza Dio, hanno tutte una cosa in comune: danno gloria ed autorità all'organizzazione anziché a Cristo, come Dio vivente oggi.

Il religioso per convenienza, falso, non ha lo Spirito Santo abitante in lui, è un avversario della verità, intollerante verso il vero messaggio della salvezza di Cristo, è violento psicologicamente e spiritualmente, a volte anche fisicamente, come ai tempi delle crociate, con l'inquisizione e le guerre sante.

Dio chiama Satana un angelo di luce: "Poiché questi tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere." (II Cor.11:13-15) e la Chiesa è la luce del mondo: "Voi siete la luce del mondo" (Mat.5:14) pertanto se sostituiamo la parola luce con Chiesa, per la proprietà transitiva abbiamo: "E non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo della Chiesa".

Da questo risulta chiaro che Satana per annullare la Testimonianza, crea dei meccanismi per sostituire la Chiesa con sette religiose, molto somiglianti alla Chiesa, che sviano dalla verità.

Il capo della Chiesa è Cristo, non è il Papa, non è Maria, non è Padre Pio, né il capo dei Testimoni di Geova o dei Mormoni. L'autorità per stabilire la verità secondo Cristo è la Bibbia, la Parola di Dio, nessun' altra organizzazione umana, per grande che sia, può sostituirla o interpretarla univocamente.

 

Ma torniamo all'origine degli eventi, l'uomo fu creato ad immagine di Dio, libero di scegliere ed in questa libertà scelse di procedere seguendo la propria giustizia, anteponendola a quella di Dio.

Il progredire di un sistema ingiusto generò una società corrotta e piena di violenza, con solo poche eccezioni. Dio a questo punto decise di eliminare il genere umano con il Diluvio Universale, risparmiò soltanto Noè e la sua famiglia, in tutto otto persone. In quaranta giorni Dio elimina tutta l'umanità a causa della sua malvagità. Ma la comparsa dell'Arcobaleno fissò il nuovo patto con l'uomo. Dai tre figli di Noè: Sem Cam e Japhet, discesero tutte le nazioni del mondo. Da Sem discesero gli Ebrei, i Palestinesi, i Giordani, gli Assiri, da Cam discesero i Babilonesi, i Libici, da Japhet i Greci ed i popoli Europei.

Le civiltà più evolute si sviluppano inizialmente nelle "fertile mezzaluna" che è l'area che si estende da Ninive a Nord del Tigri fino alla foce dello stesso Tigri e dell'Eufrate, poi sempre da Ninive si stende lungo la costa del Sud della Turchia, la Siria, il Libano, Israele fino all'Egitto. Le prime grandi civiltà sono costituite dai Cananei o Fenici, l'Egitto, i Caldei, i Greci (Yavan) ed iniziano le dinastie cinesi con Fohi reputato un essere divino, il Noè Cinese.

Il re Nemrod, fondatore di Ninive fautore dell'adorazione della Dea avente l'immagine di una donna col bambino in braccio, Isis (iside) poi chiamata Atena dai greci e Minerva dai Romani, assorbita dalla religione Cristiana nella figura di Maria con Gesù bambino in braccio, Nemrod è fondatore dell'idolatria che si trascina fino ai giorni nostri attraverso la magia e l'astrologia, inizialmente ad esclusivo appannaggio dei Potenti. In quel tempo lo Spirito Santo non abitava nell'uomo, ma di volta in volta, di situazione in situazione comunicava con l'uomo a seconda delle circostanze.

Ad un dato momento Dio decise di dare inizio alla fase finale dell'epoca attuale, cominciarono ad avanzare le lancette dell'orologio profetico del Piano di Dio.

 

Ora mettiamoci nei panni di Dio, anche se non è facile, la Sua intenzione è quella di venire a riparare agli errori dell'uomo che hanno come conseguenza la separazione eterna da Dio. Deve rispettare il libero arbitrio dell'uomo, però deve far capire innanzi tutto che Lui è il Creatore, che esiste veramente, ed ha un Piano specifico basato su principi precisi.

Di sicuro non può di sana pianta andare da una donna qualsiasi della terra e dirle: tu sei benedetta fra le donne, tu sarai la madre del salvatore del mondo. Appena partorisce il padre l'ammazza reputandola una fornicatrice o adultera e bugiarda.

Dio potrebbe convincere il padre e gli altri della famiglia. Certo è una possibilità, ma gli adoratori di Baal o lo stesso re, potrebbero prendersela a male, vedendo a rischio il loro potere, eliminando immediatamente famiglia, neonato e parenti vari. La famiglia potrebbe non dire niente per un certo tempo, ma nella discrezione che caratterizza Dio come potrebbe imporre l'attenzione sulla sua funzione espiatrice della colpa, nell'arco di una sola vita? Come fa a spiegare concetti e realtà che sono ormai divenuti estranei alla mentalità umana?

 

Dio nella realtà ha pensato di procedere con calma, in modo chiaro, determinato, creandosi una testimonianza: Trova Abramo, un uomo disposto ad ascoltarlo, gli insegna come seguirlo, nell'ambito di un rapporto che si prolunga nel tempo, fatto di messaggi e silenzi, periodiche conferme e pellegrinaggi che testimoniano la fede dello stesso Abramo nel Piano di Dio.

Diò parlò ad Abramo, gli diede delle indicazioni chiare e precise, a tal punto che nonostante l'intervallo temporale fosse notevole fra la promessa ed il suo adempimento (molte promesse non le ha neanche viste adempiersi) comunque credette con decisione, rimase fermo nella fede.

La sua mente fu costantemente rivolta verso Dio e le sue promesse, come un perfetto innamoramento. In quel tempo non c'era la Bibbia, non c'era la Parola di Dio scritta, non era disponibile nessun riscontro che potesse confortare e confermare. La promessa e l'invito fatti ad Abramo furono brevi e chiari: "Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò; e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione; e benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra" (Gen. 12). Abramo dimostrò la sua fede in Dio attraverso il proprio comportamento, si mosse, agì, si spostò dal luogo in cui si trovava verso una destinazione non definita ma disposta da Dio.

Abramo iniziò il suo percorso, ci fu un momento di sbandamento nella sua famiglia, riguardo al figlio che avrebbe dato il via alla sua discendenza, con la moglie forzò la mano di Dio interpretando a modo suo la promessa di un figlio.Dato che Sarai sua moglie era sterile, questa prese la serva Agar e la diede al marito perché gli facesse un figlio, nacque così Ismaele (Dio ascolta) il capostipite dei Palestinesi. La profezia riguardo ad Ismaele da parte di Dio è chiara ed attuale per il popolo Palestinese: E l’angelo dell’Eterno le disse ancora: "Ecco, tu sei incinta, e partorirai un figliuolo, al quale porrai nome Ismaele, perché l’Eterno t’ha ascoltata nella tua afflizione; esso sarà tra gli uomini come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà in faccia a tutti i suoi fratelli" (Gen. 16:11/12) e "Quanto a Ismaele, io t’ho esaudito. Ecco, io l’ho benedetto, e farò che moltiplichi e s’accresca grandissimamente. Egli genererà dodici principi, e io farò di lui una grande nazione" (Gen. 17:20) e ancora "Ma anche del figliuolo di questa serva io farò una nazione, perché è tua progenie……. Lèvati, prendi il ragazzo e tienilo per la mano; perché io farò di lui una grande nazione"  (Gen. 21:13+18) . Tutto ciò accadde quando Abramo aveva ottantasei anni. Comunque Dio non mise in discussione il patto fatto con Abramo.

Isacco nacque quando Abramo aveva cento anni, anche lui seguì l'esempio del padre, la testimonianza dell'esistenza di questo Dio vivente rimase circoscritta a questo ambiente familiare (anche se Dio aveva rapporti con altri uomini estranei alla cerchia di Abramo, come Giobbe), siamo circa nel 2.100 a.C. E' da Giacobbe il figlio di Isacco, rinominato Israele, che cominciò a delinearsi una discendenza che divenne un popolo, anche a Giacobbe la promessa fu chiara: "Io sono l’Eterno, l’Iddio d’Abrahamo tuo padre e l’Iddio d’Isacco; la terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua progenie; e la tua progenie sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai ad occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzodì; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua progenie" (Gen 28:14) Giacobbe ebbe dodici figli dai quali discesero le dodici tribù d'Israele, da una di queste, quella di Giuda doveva venire il Messia: "Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli" (Gen.49:10).  Questa discendenza si rifugiò in Egitto dove divenne un popolo molto numeroso restandovi per quattrocento anni, durante i quali il popolo crebbe di numero mantenendosi fedele all'insegnamento dei patriarchi, senza Sacre Scritture né la Legge. Nel 1.446 a.C. Mose portò fuori dal paese d'Egitto tutto il popolo d'Israele oltre seicentomila uomini, più le donne ed i bambini e si unì una folla di gente, ricevette le tavole della Legge (Esodo 12:37). Israele vagò nel deserto per quaranta anni a causa della sua mancanza di fede e durante questo periodo ricevette l'insegnamento per lo sviluppo della nazione d'Israele. Con la creazione dello Stato d'Israele, Dio, inizia a farsi conoscere ed al tempo stesso crea le basi affinchè la sua venuta come Messia venga compresa. Fondamentalmente c'è sempre lo stesso atteggiamento da parte di Dio, il quale ricerca persone d'azione che lo adorino in spirito e verità. Mosè è l'uomo che inizialmente impara a conoscere Dio ed in seguito diventa la persona che guida Israele verso la Terra Promessa.

Giosuè alla morte di Mosè portò Israele nella terra promessa, conquistando Gerico, prese possesso di tutti i territori che Dio aveva promesso ad Abramo settecento anni prima. Facendo nascere lo Stato d'Israele.

Voglio soffermarmi un istante sulla promessa fatta da Dio a Giacobbe per riconoscere per noi Cristiani l'adempimento anche ai giorni nostri di questa Parola: "la nostra famiglia è oggi benedetta in Gesù Cristo". Con Abramo inizia il filo rosso che conduce alla nostra salvezza personale ed a quella di tutta l'umanità attraverso Cristo. Ogni atto che Dio compie verso l'uomo ha il suo culmine, spiegazione e ragione di esistere in Cristo.

Una volta stabilitosi, Israele, divide i territori in base alle tribù e resta unito governato dai "Giudici" fino alla nomina del primo re: Saul, della Tribù di Beniamino. Ma Saul non si comporta bene nei confronti di Dio e quindi gli succede Davide, un re indicato dal Profeta Samuele, della Tribù di Giuda, suo figlio Salomone gli succede e costruisce il Tempio di Gerusalemme. Con Salomone termina il regno unito di Israele, lo Stato viene diviso in due, i Sacerdoti Levitici seguono Giuda mentre tutte le tribù fatta eccezione per una parte di Beniamino e Simeone che restano fedeli a Giuda, si separano e creano il regno d'Israele a Nord di Gerusalemme. Nessun re fino alla deportazione per mano degli Assiri (722 A.C.) seguì l'insegnamento della Bibbia, mentre per il regno del Sud chiamato di Giuda, almeno saltuariamente i re seguirono l'insegnamento divino. Con la deportazione Assira il popolo d'Israele del Nord viene disperso e sostituito dando origine ai "Samaritani". Il regno di Giuda dovendo garantire la discendenza del Messia, continua ad essere custodito da Dio, deve mantenere la propria identità fino all'arrivo di Gesù Cristo. La Profezia dice che il Messia discende da Giuda, il rampollo d'Isai, discendente dunque di Davide: L’Eterno disse a Samuele: "Fino a quando farai tu cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Empi d’olio il tuo corno, e va’; io ti manderò da Isai di Bethlehem, perché mi sono provveduto di un re tra i suoi figliuoli" (I Sam.16:1) "Poi un ramo uscirà dal tronco d’Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici. Lo spirito dell’Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di forza, spirito di conoscenza e di timore dell’Eterno. Respirerà come profumo il timore dell’Eterno, non giudicherà dall’apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire, ma giudicherà i poveri con giustizia, farà ragione con equità agli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca, e col soffio delle sue labbra farà morir l’empio. La giustizia sarà la cintura delle sue reni, e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi" (Isaia 11:1/5).

Anche Giuda subisce la deportazione (605 A.C.) da parte dei Babilonesi con Nabucodonosor, per 70 anni: "Poiché così parla l’Eterno: Quando settant’anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi tornare in questo luogo" (Ger. 29:10) , " il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui l’Eterno aveva parlato al profeta Geremia, e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovine, era di settant’anni" (Dan. 9:2).

Durante questi settanta anni sorge il Profeta Daniele, il quale è lo strumento che Dio usa per rivelare alcune profezie, le quali permettono di capire la sequenza degli eventi relativi alle Nazioni della terra a partire dal tempo di Nabucodonosor fino alla venuta di Cristo, saltando l'era della grazia, quella che va dalla diaspora agli ultimi sette anni della nostra epoca, con abbondanza di particolari, in particolar modo il tempo durante il dominio dell'Anticristo.

Questo ultimo aspetto viene completato ed approfondito da Giovanni nel libro dell'Apocalisse.

Lo strumento che Dio ha usato per informare l'uomo sulle fasi del suo piano è costituito dai Profeti. Nella Bibbia ci sono quelli che sono chiamati i Profeti maggiori che sono quattro, Isaia (739-685 A.C.) Geremia, Ezechiele e Daniele, Profeti che vivono a cavallo della deportazione di Giuda in Babilonia (627- 536 A.C.). I Profeti minori coprono il periodo dal 830 al 488 A.C. C'è da rilevare che durante la deportazione da parte degli Assiri erano in attività dei Profeti molto importanti come Isaia, Michea e Osea e durante la deportazione in Babilonia erano in attività Geremia, Zaccaria e Daniele. Sembrerebbe che Dio sia voluto essere particolarmente scrupoloso nel voler spiegare gli eventi attraverso i Profeti ed anche essere di conforto per confermare agli Israeliti che comunque è Lui che ha il controllo della situazione. Oggi è lo stesso anche per noi Cristiani, mentre tutti sono sgomenti ed insicuri rispetto al futuro, assediati dalle notizie di stragi, guerre, terremoti, abusi sessuali, malattie, violenze, rapine e chi più ne ha più ne metta, la conoscenza che acquisiamo attraverso la Bibbia ci rende sicuri, sia per il tempo attuale, biologicamente vivi, che per il tempo futuro quando la nostra vita sarà essenzialmente spirituale.

Tutti i Profeti nei loro libri contengono solitamente degli ammonimenti e degli insegnamenti per il popolo, delle profezie relative al tempo immediato e futuro remoto, quelle relative alla venuta del Messia, a volte come Salvatore come in Isaia 53, a volte come Leone, liberatore d'Israele che stabilisce il Suo regno sulla terra come in Isaia 25.

Spesso le profezie hanno un significato doppio, la stessa profezia si applica all'immediato ed al futuro come in Daniele 11, dove la profezia relativa ad Antioco Epifanie riguarda anche l'Anticristo.

Possiamo affermare che con Isaia, Dio dà una forte scossa spirituale che prosegue con la deportazione in Babilonia.

Con la deportazione di Giuda in Babilonia, il Tempio di Salomone viene distrutto come anche le mura di Gerusalemme, l'apatia spirituale e la falsa sicurezza del popolo di Giuda viene messa sottosopra direttamente da Dio il quale usa Nabucodonosor come grimaldello, come avverrà alla generazione che sarà squassata dall'opera devastatrice dell'Anticristo, grazie a Dio non vivrò questa esperienza, poiché o morirò prima o sarò protagonista del Rapimento della Chiesa insieme a tutti i Cristiani e probabilmente i bambini (II Tess. 4:17).

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